La paura e l’incertezza
(di Fulvio Pierantoni, 13/09/2026 - tempo di lettura circa 1 min e mezzo - ricerca ed editing supportati da IA)
Questo piccolo articolo rappresenta la sintesi di quanto condotto in parte di una seduta di qualche giorno fa; argomento: la transizione lavorativa e la perdita delle certezze.
«La morte non è nulla per noi», scrive Epicuro. Seneca, da un’altra prospettiva, ci ricorda quanto tempo sottraiamo alla vita preoccupandoci di ciò che potrebbe accadere. Un avvertimento antico e ancora attuale: per paura di perdere la vita possiamo finire per rinunciare a viverla.
Ma non temiamo soltanto la morte. Temiamo di perdere ciò che abbiamo, ciò che conosciamo, ciò che ci rassicura.
Sartre ci conduce nel territorio dell’angoscia. Essere liberi significa potere e dovere scegliere senza conoscere in anticipo tutte le conseguenze delle nostre decisioni. L’incertezza non è un incidente da eliminare: appartiene alla nostra condizione. L’angoscia nasce anche da qui, dalla vertigine della possibilità.
Edgar Morin allarga lo sguardo: «Bisogna apprendere a navigare in un oceano d’incertezze attraverso arcipelaghi di certezza». Viviamo in una realtà complessa, mentre cerchiamo continuamente risposte semplici e rassicuranti.
Possiamo leggere anche così una parte del disagio contemporaneo: percezione di insicurezza, paura di perdere il benessere raggiunto, timore delle trasformazioni sociali, delle migrazioni, di ciò che arriva da fuori. Quanto la paura di perdere ciò che abbiamo condiziona il nostro modo di guardare ciò che cambia?
La paura è necessaria: ci avverte del pericolo. Ma quando diventa angoscia può occupare tutto lo spazio del pensiero. È allora che possiamo provare a interrogarla:
Quello che temo si sta verificando adesso o è una mia proiezione?
Cosa posso fare oggi rispetto a ciò che temo possa accadere domani?
Questa emozione mi sta paralizzando? Mi sta impedendo di compiere scelte allineate ai miei valori?
Non sono domande che cancellano la paura. Creano però uno spazio dove il pensiero critico può inserirsi e restituirci la possibilità di scegliere.
Probabilmente accettare l’incertezza e non rinunciare a scegliere è una strada per attraversare la paura e l’angoscia senza lasciarcene dominare; forse più concreta di astratte forme di coraggio e speranza.
Indicazioni bibliografiche
Epicuro, Lettera a Meneceo;
Seneca, Lettere a Lucilio;
Jean-Paul Sartre, L’essere e il nulla;
Edgar Morin, I sette saperi necessari all’educazione del futuro.